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13/11/2013

Benvenuti in Polonia, il paese della COP19... e del carbone

È in corso a Varsavia la diciannovesima Conferenza Internazionale sui Cambiamenti Climatici dell’ONU  (COP 19) che dovrebbe tracciare la rotta verso un trattato internazionale vincolante che limiti le emissioni di gas serra per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Singolare che sia proprio la Polonia a ospitare una conferenza così importante per tutta una serie di motivi. 

Innanzitutto, è uno dei paesi maggiormente dipendente dalle fonti fossili per il proprio approvvigionamento energetico. Genera l’83% dell’energia con carbone e lignite, di cui è il secondo produttore europeo con il 20% del totale. Per questo motivo, a Bruxelles la Polonia è sempre sugli scudi quando si tratta di opporsi a qualunque politica tesa a limitare le emissioni di CO2 e combattere i cambiamenti climatici.

Se poi guardiamo alla COP19 vera e propria, ci accorgiamo di due cose singolari. Il 18 e 19 novembre sempre a Varsavia si terrà una conferenza internazionale della World Coal Association che si concentrerà su carbone e cambiamenti climatici. In particolare sul cosidetto “carbone pulito”, una contraddizione in termini che non siamo sicuri meriti due giorni di discussioni.

La seconda è che la stessa COP19 è sponsorizzata da due colossi del carbone, PGE Capital Group e Arcelor Mittal Poland. PGE è la più grande azienda energetica polacca: produce il 90% dell’energia del paese, di cui circa il 60% da lignite. Nel 2012, ha estratto più di 50 milioni di tonnellate di lignite dalle sue miniere. Arcelor invece è il più grande produttore di acciaio del mondo, oltre che possedere miniere di carbone. Nel 2012 ha estratto circa 8 milioni di tonnellate di carbone e 56 milioni di tonnellate di ferro.

In quanto paese ospitante, la Polonia dovrebbe guidare i negoziati verso l’obiettivo del trattato vincolante. Ma date queste premesse, siamo sicuri che abbia la volontà politica di farlo? Ne dubitiamo, anche perché non sembra che il governo polacco abbia intenzione di cambiare rotta. Infatti, secondo un recente rapporto commissionato dalla Cancelleria del Primo Ministro polacco, questa percentuale rimarrà nell’ordine del 60-80% nel 2050. La Polonia, così, tra 37 anni avrà ancora un sistema energetico da prima rivoluzione industriale.

Ci auguriamo di sbagliarci, ma al momento sembra proprio che la Polonia sia una sorta di PR del carbone. Tireremo le somme una volta che i negoziati saranno finiti.

 

Fontiwww.bankwatch.orgwww.climnet.org