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28/05/2013

Cambiamenti climatici in azione: dai ghiacciai lombardi l’ennesima conferma

Lo scioglimento dei ghiacciai alpini, e lombardi in particolare, è una realtà. L’ennesima conferma arriva dal Dipartimento di Glaciologia dell’Università degli Studi di Milano che, in collaborazione con EvK2Cnr e A2A, ha aggiornato il Catasto dei Ghiacciai italiani.

I dati raccontanto di un vero e proprio collasso del sistema glaciale, tanto grave da rendere improbabile un’inversione di tendenza. Nel periodo 1991-2003 abbiamo perso ben il 21% di ghiaccio, mentre lo spessore medio è diminuito di circa 7 metri. Se facciamo un salto ulteriore indietro nel tempo scopriamo che dal 1850 la quantità di ghiaccio è diminuita del 40%.

Causa di questa perdita di ghiaccio è l’aumento della temperatura media (+0,5 °C), che sugli habitat alpini provoca effetti molto più devastanti rispetto ad altre regioni, data la loro intrinseca fragilità. Ma quali sono questi effetti?

 

EFFETTI SUGLI USI FINALI DELLA RISORSA ACQUA

Le Alpi sono il serbatoio di molte regioni; non solo idrico, come è facile intuire, ma anche energetico. Dal 1991 al 2003 si sono persi circa 0,7 km3 d’acqua, pari a  7 grandi invasi per la produzione di energia idroelettrica. 

Secondo un modello messo a punto dai ricercatori, da qui al 2020 i fiumi conterranno il 14% di acqua in meno, mentre nel 2050 diminuirà di un terzo. Meno acqua vuol dire maggiore competizione tra chi la usa per irrigare, produrre energia, dissetarsi. Mettere d’accordo tutti sarà una sfida molto difficile da risolvere.

 

EFFETTI SULL'EQUILIBRIO IDROGEOLOGICO

I ghiacciai, essendo più caldi, sono molto più sensibili a ogni minimo aumento di temperatura, cosa che provoca rapidi processi di scioglimento e, quindi, esondazioni a valle. Inoltre, meno ghiaccio vuol dire più detriti rocciosi che rendono i versanti meno stabili.

 

EFFETTI SULLA VEGETAZIONE

Le specie vegetali stanno continuando la loro migrazione verso l’alto. Le specie legnose sono salite di circa 300 metri negli ultimi 50 anni, mentre si osserva una riduzione della quantità di permafrost. La colonizzazione delle aree non più coperte da ghiaccio è più veloce di quanto osservato fin’ora (da 4 a 8 volte). Il paradosso è che le Alpi stanno diventando più verdi che bianche, ma non è certo una buona notizia.

 

Il rapporto del Dipartimento di Glaciologia dell'Università degli Studi di Milano è scaricabile da qui