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01/04/2020

Covid 19, le attività di educazione ambientale da fare in casa \ #3 Il bruco Maisazio

In questi giorni di isolamento causati dalla diffusione del Coronavirus COVID-19 può essere difficile mantenere il contatto con la natura. Per questo, noi di Eliante stiamo divulgando sui social network e attraverso le nostre newsletter una serie di attività di educazione ambientale adatte all’ambito domestico, utili per tenere impegnati bambini, ragazzi e adulti e trasmettere loro nuove competenze e conoscenze.

Per rimanere aggiornato sulle prossime proposte seguici su Facebook! In più, se ti va, puoi inviare disegni, fotografie e storie sulla realizzazione dei vari giochi educativi alla mail verdelli@eliante.it. Con il tuo permesso, useremo il materiale per diffondere ancora di più l’iniziativa.

La terza attività che vogliamo raccontarvi, dopo Le Esplorazioni Volanti e Il Birdwatching a Km 0, è si intitola Il Bruco Maisazio. Il Bruco Maisazio è la prima di una serie di tre attività che avranno come focus il valore dei prati e degli impollinatori per la biodiversità. Molte persone, infatti, sono abituate a pensare che gli ambienti decisivi dal punto di vista della conservazione siano le foreste. In realtà, anche i prati sono fondamentali e possono diventare veri serbatoi di biodiversità. In questo articolo vi spiegheremo brevemente il perché, per poi passare all’esposizione del gioco di questa settimana.

I prati proteggono il suolo dall’erosione, mantengono fertile il terreno e, soprattutto, favoriscono la diversità biologica. I prati selvatici accolgono infatti una grande quantità di specie, sia per quanto riguarda le forme di vita animale sia per quanto riguarda le piante. In particolare, questi spazi sono di grande valore per gli insetti impollinatori. Questi insetti - tra cui ricordiamo api, farfalle, sirfidi - svolgono un ruolo essenziale all’interno degli ecosistemi. Grazie al polline che trasportano tra un fiore e l'altro, infatti, consentono la riproduzione di molte piante (Angiosperme e Gimnosperme), permettendo la formazione del frutto e quindi la successiva dispersione dei semi nell’ambiente. L'impollinazione garantisce così la sopravvivenza di molte piante e il mantenimento della biodiversità. Per dare solo pochi dati, si stima che l'87,5% delle piante selvatiche in fiore del mondo dipendano dall'impollinazione animale per riprodursi, come anche il 70% delle nostre specie coltivate.

Ma i prati non sono tutti uguali: per attrarre gli insetti impollinatori non è sufficiente una distesa d’erba… api, farfalle, bombi cercano il nettare di cui si nutrono, dalle cosiddette piante nettarifere. Invece, oggi, molte aree aperte risultano estremamente impoverite e diventano ambienti del tutto inospitali per gli impollinatori, soprattutto a causa di diversi fenomeni legati alle attività umane: l’uso di pesticidi e concimi dannosi, gli sfalci ripetuti e meccanizzati che impediscono di raggiungere la fioritura lasciando al suolo poca erba bassa. Su scala più ampia, entrano in gioco nella perdita dei prati l’urbanizzazione e l’inquinamento diffuso.

Eliante si è impegnata e si impegna a garantire il mantenimento di aree destinate a prato selvatico, per salvaguardare gli impollinatori. Ad esempio a chi di voi fosse interessato ad allestire terrazzi, giardini o aiuole adatti ad attrarre le farfalle più variopinte  segnaliamo il sito del progetto Impollina-mi da cui scaricare un manuale di facile utilizzo. 

Veniamo quindi all’attività di questa settimana, il Bruco Maisazio. Alcuni di voi forse avranno letto il libro di Eric Carle con lo stesso titolo. Chi non lo conoscesse, può guardare questo video. L’impollinatore di cui vogliamo occuparci è la farfalla, andando ad indagare il processo con cui avviene la sua metamorfosi.

La farfalla depone le uova da cui nascono dei piccoli bruchi chiamate larve. Per crescere devono mangiare delle piante speciali chiamate piante nutrici, ogni farfalla ne ha una preferita! Quando è abbastanza grande il bruco smette di mangiare, si costruisce un mantello protettivo chiamato bozzolo e cade in un sonno profondo, trasformandosi in crisalide. Dopo un po’ di tempo la farfalla rompe il mantello protettivo, esce aprendo le ali e volando in cerca di nettare nei fiori.  È in questo momento che svolge la sua importantissima funzione di impollinatrice. Ora gioca con noi! Costruisci il bruco, dagli da mangiare per farlo crescere e fallo volare come una farfalla!

Ecco il nostro tutorial. Qui potete vedere anche le immagini dei vari passaggi, raccolte in un breve video. Ti serviranno: un rotolo di scottex, qualche cartoncino, pennarelli o tempere, forbici.

  • Prendi un rotolo di scottex, coloralo di verde oppure ricoprilo con un foglio verde. Taglia i due pezzi finali del rotolo (circa 4 cm ciascuno).
  • Disegna su un cartoncino ciò che vuoi far mangiare al bruco (attenzione! I disegni devono avere la lunghezza circa 2 o 3 cm). Colora i tuoi disegni e ritaglia il cibo.
  • Disegna un cerchio di circa 5 cm di diametro, disegna la faccia del bruco e incollala  sul rotolo verde. Ritaglia lo spazio della bocca sul rotolo di scottex e controlla che il cibo entri nella bocca del bruco.
  • Disegna le ali del bruco, nella parte centrale delle ali disegna un piccolo rettangolo, servirà per trasformare il bruco in farfalla. Colora e decora come preferisci le ali. Chiudi le ali, gira il rotolo di scottex e segna con una matita il lato corto del rettangolo, ritaglia la linea sul rotolo di scottex.
  • Inizia a dar da mangiare al tuo bruco
  • Il tuo bruco è pronto per crescere! Aggiungi un pezzo di rotolo verde che avevamo tagliato all’inizio (punto 3)
  • Il tuo bruco è proprio un mangione! Fallo crescere ancora!
  • Il bruco è pronto per diventare una meravigliosa farfalla e volare via! Inserisci le ali nel rotolo di scottex e portalo a fare un giro in volo per tutta la casa!