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08/04/2020

Covid 19, le attività di educazione ambientale da fare in casa | # 4 In posa nel prato

In questi giorni di isolamento causati dalla diffusione del Coronavirus COVID-19 può essere difficile mantenere il contatto con la natura. Per questo, noi di Eliante stiamo divulgando sui social network e attraverso le nostre newsletter una serie di attività di educazione ambientale adatte all’ambito domestico, utili per tenere impegnati bambini, ragazzi e adulti e trasmettere loro nuove competenze e conoscenze.

Per rimanere aggiornato sulle prossime proposte seguici su Facebook! In più, se ti va, puoi inviare disegni, fotografie e storie sulla realizzazione dei vari giochi educativi alla mail verdelli@eliante.it. Con il tuo permesso, useremo il materiale per diffondere ancora di più l’iniziativa.

La nostra quarta attività si intitola “In posa nel prato” ed è un invito a ritrarre in tutta la loro bellezza gli insetti impollinatori che popolano i prati selvatici. Questi insetti sono fondamentali perché garantiscono la riproduzione di moltissime piante, coltivate e non. Per scoprire più nel dettaglio il loro ruolo all’interno dell’ambiente, vi proponiamo il nostro testo legato all’attività di settimana scorsa, Il bruco Maisazio

Sono moltissimi gli insetti impollinatori: i più famosi sono senz’altro le api, ma svolgono questa funzione anche, tra gli altri, i bombi, le farfalle, i coleotteri, i ditteri, alcune vespe e cimici e in certi casi persino le formiche e le zanzare. Si aggiungono alla lista anche alcuni animali più grandi, come uccelli e pipistrelli. L’insetto da cui vi invitiamo a partire è la bellissima farfalla Icaro (Polyommatus icarus) o Argo, che potremmo chiamare il principe azzurro del mondo degli insetti. Si tratta di una farfalla diffusa in tutta Italia, dai litorali alle montagne, fino a 2000 metri di quota. Le sue piante nutrici - ovvero quelle che forniscono nutrimento al bruco - sono il Trifolium e varie leguminose. Ha un volo estremamente veloce e ama i prati di trifoglio ed erba medica.

Esiste anche un mito greco collegato al secondo nome di questo insetto, Argo. Una leggenda narra che sia vissuto in tempi antichi un uomo chiamato Argo, con il corpo cosparso di occhi. Era lo scelse per fare la guardia alla sacerdotessa Io, di cui il marito di Era, Zeus, era innamorato. Per ingannare Era, Zeus trasformò Io in una giovenca e inviò Ermes ad uccidere Argo. Dopo la morte del suo servitore, Era allora trasferì i mille occhi sulle penne del pavone, creando la sua meravigliosa coda. Linneo, però, al momento di scegliere il nome scientifico del pavone, non si ricordò della leggenda. La storia riemerge nel nome della nostra farfalla azzurra, che ha disegnati ai margini delle ali tanti cerchi che ricordano proprio la forma dei falsi occhi presenti sulla coda dei pavoni.

Un tempo questa piccola farfalla era molto comune, mentre oggi la sua popolazione sta calando in maniera significativa in tutta Europa. Come molte farfalle, infatti, è danneggiata dall’impatto delle attività umane sull’ambiente e più in particolare dalla riduzione dei prati selvatici e fioriti. Gli insetti sono inoltre sensibili a pesticidi e insetticidi, mentre i loro habitat si spostano e si restringono a causa del cambiamento climatico.

Per ritrarre al meglio il maschio della farfalla Icaro abbiamo creato un video tutorial, che vi spiegherà passo passo come riprodurre perfettamente le sfumature delle sue ali. Mentre la femmina è sui toni del marrone con punte violette, il maschio presenta un aspetto differente a seconda che lo si guardi lateralmente oppure dall’alto, quando tiene aperte. In termini più tecnici, esiste una decisa differenza tra la pagina inferiore delle ali e quella superiore. E’ solo quando l’insetto distende le ali, infatti, che possiamo scorgere il suo bellissimo azzurro, pieno di riflessi bianchi e viola.

Quando avrai ritratto la tua farfalla, facci vedere il risultato! E se hai bisogno di ispirazione per altri ritratti, ecco qualche soggetto interessante da far conoscere al nostro principe azzurro. Il simpatico bombo e in particolare il Bombo alpino, un signore sempre indaffarato avvolto nella sua pelliccia rossa e arancio; tra le sfingi, la Sfinge del Galio, stravagante, velocissima e dall’aspetto assai curioso, simile a quello di un colibrì; e infine un coleottero, la sfarzosa Cetonia con il suo verde cangiante.