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12/09/2013

Da oggi Milano è un po' più bella e vivibile

Il giardino tra via Ciconi e via Zurigo è sentito come proprio dagli abitanti del quartiere, quasi fosse il giardino di casa propria, tanto che i frequentatori di quest’area sono affezionati a ogni albero. Grazie al progetto “Per una bella Milano contro il degrado” siamo arrivati a incontrare chi vive nei condomini circostanti e a confrontarci con loro.

Lo scopo del nostro progetto è quello di ridurre il peso sulla collettività degli interventi di recupero di aree degradate, attraverso la costruzione di una risposta collettiva che venga dalle esigenze e dalle proposte degli stessi cittadini. 

Abbiamo scelto quest’area in seguito alle segnalazioni di AMSA; questa è una delle aree più belle, più densamente alberate, più fresche e più facilmente raggiungibili a piedi da un vasto ambito residenziale urbano. Eppure è una delle meno utilizzate in assoluto, come dimostra lo stato di evidente abbandono e trascuratezza dei vialetti invasi dalle siepi, l’area giochi abbandonata, gli spazi per la sosta poco utilizzati durante le ore diurne.

 

L'INCONTRO CON LA COMUNITÁ LOCALE

In via Ciconi si svolge il primo incontro con gli abitanti per permetterci di iniziare a prendere contatto diretto con problemi, idee, richieste, timori e proposte per una riqualificazione dell’area verde. “Chi siete, e cosa volete?”. Nessuno lo dice esplicitamente, ma è chiaro che la domanda ronza nella testa di molti.

Enrico Fedrighini, l’anima di questo progetto, chiarisce subito il quadro della situazione: “Quest’area rappresenta uno spazio verde comunale i cui costi di manutenzione e pulizia sono sostenuti dalla collettività: garantirne un effettivo utilizzo al posto dell’attuale stato di abbandono è condizione fondamentale per evitare che nasca qualunque progetto di diverso uso di questo bellissimo spazio verde”.

Su queste basi si apre il dialogo e gli abitanti del quartiere raccontano di essere stati proprio loro a mettere a dimora e curare la crescita delle diverse piante presenti nel corso dei decenni passati. Solo successivamente (15-20 anni fa) l’Amministrazione comunale ha strutturato l’area con percorsi e spazi modellati sulla base della vegetazione insediata dai cittadini. Insomma: il giardino è sentito e amato più di quanto potessimo immaginare.

Rotto il primo ghiaccio, ci spostiamo nel giardino; sono gli stessi cittadini che ci mostrano le singole piante e le difficoltà a sentirsi al sicuro. Dalla strada non ti può vedere nessuno, troppi rami, troppo fitte le siepi che invadono i vialetti. Il sopralluogo diventa un piccolo tour e cominciamo a vedere uccelli tra i rami: un piccolo tesoro urbano, una sorta di ecosistema che si è mantenuto nel tempo offrendo asilo anche a piccoli animali. Ci vengono mostrati i percorsi pedonali invasi per metà da aiuole laterali, molto belle ma poco curate, mentre molti rami più bassi degli alberi ricoprono gli spazi pubblici. Le piazzole dei giochi e le panchine sono a ridosso delle finestre delle abitazioni: qualsiasi cosa si dica, viene sentito fino ai piani più alti delle case circostanti.


IL NOSTRO IMPATTO

In seguito a questo primo incontro e alle proposte nate in questa sede, nel giro di pochi giorni alcuni interventi sono già stati fatti: le panchine sono state spostate e la parte più bassa della vegetazione è stata sfrondata, rendendo più sicura la fruizione del parco. Tanto che un abitante del quartiere ha provveduto a ringraziare il Consiglio di Zona per il pronto intervento, e a rilanciare nuovi interventi che migliorino le possibilità di accesso e di utilizzo del giardino.

Nell’attesa del prossimo incontro, nelle prossime settimane, in cui fare il punto di quanto è stato fatto, il progetto ha già un impatto tangibile. Da oggi Milano è un po’ più bella e vivibile.