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09/04/2013

Fact checking: i sussidi pubblici alle fonti fossili

Oggi vorremmo smontare la favola di chi racconta che le fonti di energia rinnovabile godono di fin troppi sussidi pubblici. Il rapporto Energy subsidy reform: the way forward del Fondo Monetario Internazionale (FMI) diffuso pochi giorni fa ci viene in aiuto portandoci dietro le quinte dei bilanci di ben 176 Stati.

 

IL RAPPORTO DEL FMI

Il rapporto traccia un quadro desolante: l’ammontare dei sussidi (diretti e indiretti) alle fonti fossili a livello mondiale nel 2011 è stato di ben 1.900 miliardi di $ (il 2,5% del PIL mondiale). I tre paesi più “generosi” sono gli USA (502 miliardi), la Cina (279 miliardi) e la Russia (116 miliardi). Il rapporto coi sussidi alle fonti rinnovabili è di 1 a 22, visto che queste ultime hanno beneficiato nel 2011 di circa 88 miliardi di $ (International Energy Agency). L’Italia non è da meno: secondo Legambiente, i sussidi concessi alle fonti fossili ammontano a circa 9 miliardi di € l’anno.

Un’enorme quantità di denaro pubblico spesa in maniera improduttiva, visto che finanzia un settore che non ha nulla a che vedere col futuro. Il FMI elenca una serie di conseguenze dovute a questo fiume di denaro, tra i quali noi sottolineiamo:

  • l’affossamento delle fonti rinnovabili, settore in grado di creare più posti di lavoro rispetto alle fossili, a parità di energia prodotta;
  • l’abbassamento artificioso del prezzo dell’energia che incoraggia il consumo, fa aumentare le emissioni di CO2 e di altri inquinanti pericolosi per la salute e, come se non bastasse, accelera lo sfruttamento delle risorse naturali;
  • la limitazione delle possibilità di investimenti sulle reti elettriche a causa dei bassi prezzi dell’energia, problema pesante soprattutto nell’Africa sub-sahariana;
  • infine, in molti paesi i soldi destinati alle fonti fossili sono di più rispetto a quelli destinati a sanità ed educazione!

 

CHI PAGA DAVVERO QUESTI SUSSIDI?

Qualcuno potrebbe dire che è giusto far pagare meno l’energia, soprattutto in tempi di crisi economica. È un’illusione; questi sussidi sono pagati da qualcuno, in genere sotto forma di tasse più alte o scaricando sull’ambiente tutte le esternalità negative. Quindi, sempre dai noi. Inoltre, il maggior uso di fonti fossili è una minaccia per la salute. Basti pensare che secondo il FMI se fossero eliminati tutti i sussidi alle fonti fossili, si ridurrebbero le emissioni di CO2 e di altri inquinanti del 13%.

 

LE GIUSTE TASSE PER UNA COMPETIZIONE EQUA

In definitiva, se carbone, petrolio e gas naturale venissero tassati in maniera giusta considerando anche il loro impatto sull’ambiente, avrebbero molte più difficoltà a competere con le fonti rinnovabili. I sussidi stanno di fatto impedendo una svolta energetica che ci garantirebbe un futuro più sostenibile. È giunto il momento di pretendere che le varie fonti di energie competano sul mercato ad armi pari. E noi abbiamo una mezza idea su chi vincerebbe la competizione.

Il rapporto del FMI è scaricabile cliccando qui

Foto di copertina: 350.org