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27/04/2016

I risultati finali del progetto Ambrosiano

Si è concluso il progetto Ambrosiano, che aveva come obiettivo la redazione di uno studio di fattibilità per migliorare la connettività ecologica tra il Parco Alto Milanese e il Parco del Ticino. Le analisi di campo effettuate all’inizio del progetto hanno confermato quanto presunto in sede di scrittura della proposta, ovvero che l’area di studio risulta gravemente degradata sia dal punto di vista vegetazionale che faunistico.

Rispetto alla flora, il partenariato ha rilevato come la frammentazione ecologica e la presenza di specie alloctone crescono progressivamente spostandosi verso est dal Parco del Ticino. Rispetto alla fauna invece, lo studio ha preso in considerazione quelle specie in grado di fungere da indicatore della permeabilità del corridoio. Le analisi sulla teriofauna (tasso, capriolo, cinghiale, scoiattolo rosso) hanno messo in evidenza una capacità di spostamento fino a due terzi del corridoio, a circa 10 km dal Parco del Ticino. Le analisi sull’entomofauna (Lucanus cervus e Lucanus tetraodon) hanno confermato come queste due specie siano relegate solo in 4 delle 15 aree indagate. Questo non fa che confermare ulteriormente l’elevato grado di frammentazione dell’area di studio e, considerato che Lucanus cervus è una specie menzionata nella Direttiva Habitat, non fa che aumentare l’urgenza di un intervento a sua tutela.

Dati alla mano sono state identificate 14 misure di deframmentazione in grado di aprire il corridoio verso est e migliorare la sua naturalità. Tali misure prevedono azioni specifiche per l’incremento dell’entomofauna (incremento di legno morto, log pyramid, cercinature e catini basali), per il superamento di barriere infrastrutturali (sottopassi, rallentamento del traffico e messa in sicurezza delle linee elettriche), per il miglioramento dei boschi e del sottobosco tramite il contrasto alle specie alloctone e invasive e l’introduzione di specie vegetali autoctone. Inoltre, sono previste anche azioni di miglioramento della fruibilità dell’area di studio attraverso azioni e materiali di comunicazione e il miglioramento delle infrastrutture fruitive.

Di tutte le misure è stata analizzata la fattibilità amministrativa, tecnica, economica e politico-sociale. L’analisi è stata condotta considerando prioritari quegli interventi che, partendo da Tornavento, permettono di guadagnare terreno verso est per allungare il più possibile il corridoio verso il Parco Alto Milanese. Sono state individuate le procedure tecnico-amministrative da avviare per mettere in pratica gli interventi, le fonti di finanziamento alternative a quelle previste dal bando connettività di Fondazione Cariplo che potrebbero integrare e migliorare l’efficacia degli interventi stessi e, non ultimo, la volontà politica-sociale di sostenere un eventuale progetto attuativo. 

La risposta degli stakeholder coinvolti è stata molto positivaIn generale, l’ambiente politico-sociale risulta ricettivo all’attuazione di questo studio di fattibilità; considerando anche l’importanza dell’area di studio in termini di potenziale via in grado di alimentare la Rete Ecologica Regionale in senso ovest-est utilizzando l’ampia sorgente del Parco del Ticino, la messa in pratica delle misure proposte si tradurrebbe in benefici per l’intera biodiversità lombarda.