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21/02/2017

Il nostro cervello ha bisogno di Wilderness!

Articolo di Vlado Vancura, pubblicato sul sito del nostro Partner “European Wilderness Society” il 13 febbraio 2017 - tradotto da Eliante

Il nostro cervello è predisposto per commettere errori, soprattutto quando cerchiamo di essere “multitasking” o siamo sottoposti a distrazioni. Si tratta di un comportamento ben conosciuto e più volte confermato anche dai ricercatori. Una ricerca scientifica, ad esempio, ha dimostrato che l’utilizzo del cellulare è causa di altrettanti incidenti quanti sono quelli causati dal consumo di alcol.

Ogni giorno gli stili di vita moderni ci portano a fare sempre più cose contemporaneamente, in maniera complessa e continuativa. Fortunatamente però, alcune persone sono a conoscenza dell’antidoto più efficace a tutto ciò: la Natura, e ancor di più la Natura Selvaggia.

C’è una bella differenza tra passare mezza giornata passeggiando nel parco cittadino e fare un’escursione di tre giorni completamente immersi nella natura incontaminata, nella cosiddetta Wilderness.

“La ricerca rivela che dopo tre giorni di trekking nella natura incontaminata, i partecipanti migliorano del 50% la loro capacità di problem-solving. Tre giorni di escursionismo sono paragonabile a una sorta di pulizia del parabrezza mentale. Un EEGs portatile, lo strumento che registra le onde cerebrali e le performance del cuore, ha dimostrato che il nostro cervello, e quindi anche i nostri sensi, si ri-calibrano dopo circa tre giorni nella natura selvaggia. Percepiamo profumi e rumori che prima non eravamo in grado di sentire.” (Professor David Strayer, Ph D University of Utah, U.S)

 

“Quindi siate consapevoli: più Wilderness non significa solo “più biodiversità” o una migliore gestione delle modalità di approvvigionamento d’acqua, ma ciò che è ancora più importante è che si tratta di una vera e propria medicina per la cura, presente e futura, delle nostre fragili anime.” (Vlado Vancura, European Wilderness Society, Deputy Chairman)