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07/02/2014

La nostra Africa: il bilancio finale

È stato bello. È stata una bella avventura. Dopo il post pubblicato a dicembre riguardo al nostro lavoro dell’area di Baringo (Kenya) non ci siamo più sentiti, perché il lavoro si è fatto duro e siamo letteralmente spariti nella foresta di Mau. 

 

LA FORESTA DI MAU: BELLISSIMA MA MINACCIATA

La foresta di Mau è un posto mitico, echeggia di nomi e rumori simbolici (i Mau Mau, che durante la guerra di indipendenza kenyota lottavano contro i colonialisti e si nascondevano nelle grotte) dove la natura è ancora bellissima, ma gravemente minacciata. La ricerca che abbiamo condotto – in questo caso  si può parlare di una vera e propria ricerca – mirava a valutare l’integrità delle risorse naturali per la loro conservazione e per un progetto di turismo responsabile sostenuto da Manitese, NECOFA Kenya e WWF Italia. 

Abbiamo per prima cosa chiesto alla gente, mediante una “mappatura partecipativa della biodiversità”, come stavano le cose.  E abbiamo scoperto che le zone tradizionali di caccia, o dove il miele viene fatto in modo tradizionale, e dove – ancora – le persone trovano medicine e cibo, sono sempre di meno perchè minacciate dalla deforestazione illegale ed anche, soprattutto, da quella legale. Svariati ettari di “foresta” composta da un’unica specie esotica viene coltivata per essere tagliata e invade la foresta nativa (a sua volta tagliata in precedenza) frammentandola ed eliminando la biodiversità.

Abbiamo valutato la biodiversità locale tramite due gruppi “indicatori”, uccelli e mammiferi; abbiamo inventato un metodo di ricerca per rendere la percezione della gente misurabile, con un meccanismo di controllo incrociato per valutare la veridicità delle informazioni che ci venivano date.  I risultati ci hanno parlato di una foresta frammentata dalle piantagioni ma ancora bellissima, dove preservata. Ricca, piena di acqua, di luce, di animali, dove presente. Ma minacciata dai tagli illegali di legname e dalle piantagioni di legna da taglio non solo ai confini, ma anche internamente. Queste ultime sono particolarmente pericolose per due motivi: non ospitano comunità biologiche ed eliminano la connettività ecologica dell’intera foresta. 

Abbiamo verificato i dati con un campionamento diretto, usando le nostre foto-trappole. E i dati ci hanno detto lo stesso, che dove la foresta è sana si trovano ancora animali come il bushbuck (Tragelaphus scriptus), mentre dove persistono piccoli pezzi di foresta assediati da attività dell’uomo  rimane solo bestiame e la iena, (Crocuta crocuta) un carnivoro protagonista molto spesso di conflitti con l’uomo perché cerca bestiame per nutrirsi e non è un indice di un ecosistema di qualità. 

 

IL LAVORO A CASA

Il lavoro di Eliante non si è esaurito in Africa. Data la situazione, abbiamo fatto delle analisi GIS che ci hanno permesso di vedere come la reale superficie della foresta sia minore di quanto si pensasse e come solo alcuni fragili ponti ecologici rimangano a sostenere l’unione tra le parti rimanenti di foreste nativa.  

Abbiamo suggerito soluzioni e consegnato i risultati a chi dovrà poi supportare la gente in un processo che porterà alla creazione di un piano di gestione forestale. La gente può e deve parlare, secondo la nuova costituzione del Kenya. Eliante ha cercato di dare informazioni e formazione che dovranno essere alla base di questo piano di gestione. 

 

UN BILANCIO POSITIVO, UN'ESPERIENZA EMOZIONANTE

Questo abbiamo fatto a Mau come a Baringo, come altrove. Abbiamo cercato di portare informazioni e strumenti che possano aiutare le persone a gestire le proprie risorse in maniera sostenibile. È stata un’esperienza indimenticabile che speriamo di ripetere presto. È stato emozionante vedere l’interesse e la partecipazione della comunità locale, vedere la sua grande conoscenza, farla propria, mischiare strumenti di partecipazione con tecniche scientifiche oggettive. E vedere come tutti gli approcci hanno portato, da strade diverse, alla conferma di un risultato, che è l’esigenza, per la gente, di preservare un angolo di mondo ancora intatto, ma fortemente sotto attacco.