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25/01/2016

Le barriere erette per fermare i migranti uccidono gli animali

Un effetto collaterale delle barriere di filo spinato erette da alcuni paesi europei per contenere il flusso migratorio proveniente da Siria, Iraq e altri paesi è la frammentazione di habitat importanti per specie in pericolo come orsi, lupi e linci. Un doppio danno e una doppia sofferenza quindi.

Il territorio che va dai Balcani meridionali fino all'Ungheria è ricchissimo di fauna selvatica che, chiaramente, non conosce confini tra stati. Il filo spinato impedisce in maniera drammatica la migrazione di alcune di queste (es. i cervi e i caprioli dalle alture verso valle) o il naturale spostamento alla ricerca di cibo o di compagne con cui accoppiarsi. Un orso, per esempio, ha un areale di centinaia di chilometri quadrati; una frammentazione del genere rende difficilissimi gli spostamenti al suo interno.

Queste separazioni forzose di varie popolazioni sta causando l'interruzione dei flussi genici, cosa che sul medio termine renderebbe gli individui meno fertili. Senza contare che il filo spinato in sè intrappola tutti quegli individui che cercano di superarlo; per una popolazione piccola come quella delle linci anche solo la perdita di un individuo è enorme.

Come se non bastasse, il filo spinato viola anche la direttiva Habitat dell'UE che impone corridoi aperti per lo spostamento degli animali attraverso i confini nazionali. 

Pare che in questi alcune persone abbiamo praticato dei varchi nelle barriere per permettere agli animali di passare. In attesa che le menti rinsaviscano e interrompano la doppia sofferenza di uomini e animali.