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23/02/2016

Parte Pasturs, per la convivenza tra uomo e grandi carnivori

Uomo e animali, pastori e grandi predatori. Gli abitanti delle Orobie si dicono disposti a una nuova convivenza. Merito di Pasturs, il progetto messo in campo da Eliante con la partnership di Parco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo e con il contributo di Fondazione Cariplo, per ridurre i rischi conseguenti alla presenza dei grandi predatori sulle Orobie. 

Un percorso di nuova consapevolezza che porterà alla formazione di volontari che forniranno ai pastori un valido aiuto per gestire la convivenza con i predatori. Un travaso di conoscenze che permetterà di gestire i conflitti nel modo migliore, riducendo il rischio di danni economici per le attività e, al tempo stesso, di bracconaggio per i grandi carnivori alpini. Da sempre, infatti, ci impegniamo per difendere l’ambiente, per rendere lo sviluppo della società compatibile con gli ecosistemi naturali e siamo convinti che Pasturs potrà essere di grande aiuto in questo.

Migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori consentirà di ridurre le difficoltà per le attività zootecniche locali derivanti da possibili incursioni, evitando l’estinzione di specie protette come l'orso bruno e il lupo. Un processo che permetterà anche ai prodotti delle Alpi Orobie di differenziarsi positivamente grazie a un piano di marketing territoriale dedicato, rilanciando l'economia locale secondo i principi della sostenibilità ambientale. 

Sul lungo termine, inoltre, il progetto potrebbe contribuire a uno sviluppo del “sistema montagna” più sostenibile, creando un ambiente favorevole sia al proseguimento di attività economiche tradizionali tipiche della comunità locale, sia alla conservazione dei grandi predatori. 

Come già detto, il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo e vede la collaborazione di Coldiretti Bergamo e Regione Lombardia. E proprio Regione Lombardia, nell'ambito del progetto europeo LIFE WolfAlps, agirà in sinergia con Pasturs per mettere in campo azioni coordinate di gestione del lupo.

Tra gli aspetti chiave del progetto vi è proprio la prevenzione dei danni con l’intento di salvaguardare le attività economiche tradizionali, oltre che il monitoraggio della presenza della specie, l’informazione e il coinvolgimento degli allevatori, dei cacciatori, degli studenti e  della cittadinanza.