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24/01/2018

Progetto ViNO: a che punto siamo?

Pubblichiamo l'intervista effettuata da Fondazione Cariplo a Chiara Vona, responsabile del nostro progetto ViNO:

Ci raccontate qualcosa del progetto ViNO?

ViNO è un esempio concreto di come sia possibile conciliare la produzione agricola con il mantenimento della biodiversità e la qualità del paesaggio, mediante interventi concreti che in poco tempo possono determinare effetti significativi. In particolare le aziende vitivinicole che aderiscono al progetto condividono con noi l’idea che territorio, biodiversità e paesaggio siano essi stessi elementi imprescindibili del prodotto, in termini di identità e qualità e che l’agricoltura abbia un ruolo decisivo nella conservazione di tali elementi.


Quando nasce l’idea?

L’idea nasce, come spesso succede, da un incontro di persone e di competenze.

L’Oltrepò pavese è un’area ad altissimo valore ambientale, che preserva ambienti in grado di ospitare specie con un elevato valore conservazionistico, protette a livello comunitario. Riccardo Falco, Mattia Brambilla e Mauro Belardi, i naturalisti del nostro gruppo di lavoro, sono da sempre letteralmente innamorati di questa parte di Lombardia e la scelta di lavorare sui vigneti è stata quasi obbligata: questo comparto agricolo, che rappresenta una risorsa cruciale per l’Oltrepò, quando è gestito in modo intensivo diventa una vera e propria barriera invalicabile per molte specie e può compromettere qualsiasi forma di biodiversità. Giuseppe Bogliani, professore dell’Università di Pavia con cui collaboriamo da tempo in materia di rete ecologica e biodiversità, ci ha aiutato nel coinvolgere il territorio, non solo le aziende vitivinicole, ma anche le amministrazioni comunali, che hanno un ruolo fondamentale per diffondere una nuova cultura dell’uso del territorio. Il Sindaco Andrini, dell’Unione dei Comuni Lombardi del Tidone Pavese, ha creduto fermamente nell’idea e ha contribuito a concretizzarla.

 

In cosa consiste il progetto ?

Il progetto è partito nel 2015 con una campagna di monitoraggio sul campo per avere un censimento, scientificamente affidabile, delle specie presenti nell’area di studio per due gruppi animali target: uccelli e farfalle. I dati raccolti sull’avifauna sono stati trattati con analisi statistica, per valutare la relazione tra la presenza delle specie e le caratteristiche del vigneto. Abbiamo così verificato che la maggior parte delle specie ornitiche presenti in vigneto sono attratte da altri elementi naturali: arbusti, alternanza di aree con erba e suolo scoperto, alberi isolati, gli ambienti dove trovano cibo o siti di riproduzione e nidificazione. I dati raccolti sulle farfalle sono stati confrontati con i parametri gestionali dei vigneti, per individuare i principali effetti sulle specie presenti.

A partire da questi risultati, in accordo con un gruppo pilota di 8 aziende vitivinicole, abbiamo definito alcuni interventi che oggi costituiscono il Protocollo di gestione dei vigneti per la rete ecologica, che prevede ad esempio il mantenimento di aree a prato o di aree arbustate, l’inerbimento alternato dei filari, il mantenimento di alberi isolati. Le aziende che aderiscono al Protocollo ViNO sperimentano pratiche agricole orientate alla salvaguardia della biodiversità, nella convinzione che la qualità del prodotto sia anche figlia di un territorio sano e riconoscibile nei suoi caratteri distintivi, che nel caso dell’Oltrepò includono la sua straordinaria diversità biologica.

La forza del progetto sta proprio nel coniugare l’approccio scientifico applicato allo studio delle specie e della connettività ecologica, con il coinvolgimento attivo del mondo economico e produttivo, nella convinzione che solo dall’incontro di questi due mondi sia possibile ottenere risultati concreti e duraturi.

 

A che punto siamo?

Otto sono le aziende che hanno già aderito al Protocollo, ma altre aziende che condividono la voglia di promuovere la biodiversità all’interno dei propri vigneti potranno chiedere di partecipare aderendo alla nuova Call per il 2018. Nel corso della prossima primavera saranno effettuati anche nuovi censimenti sul campo per verificare gli effetti del Protocollo e valutarne l’efficacia. E poi ci saranno i percorsi eno-naturalistici per far conoscere anche ai consumatori l’incredibile connubio tra vino e natura su cui lavoriamo.

 

Come partecipare?

Partecipare è molto semplice, non richiede procedure complicate, solo l’invio di un form via mail, con alcune informazioni sull’azienda. Poi saremo noi a contattare coloro che ci hanno scritto.

 

Perché partecipare ?

Prima di tutto perché si condivide l’idea del progetto: gestire il vigneto preservando gli elementi naturali che mantengono viva la biodiversità e il paesaggio significa preservare i caratteri identitari non solo del territorio, ma del prodotto stesso.

Inoltre, coltivare vigneti ad alto valore ambientale può offrire importanti opportunità sia per la promozione dei vini locali, aprendo il dialogo con un settore del mercato sempre più in espansione, sia per accedere a nuove risorse e reti. Nel corso del 2018 diverse saranno le iniziative da noi organizzate in questo senso.

 

Cosa renderà riconoscibili i vini del progetto?

Il nostro logo parla di noi, un uccellino stilizzato a grappolo d’uva, a indicare il connubio su cui si fonda la nostra mission. Le aziende possono usare il logo su tutti i loro prodotti, inclusa la bottiglia.

 

Dove possiamo continuare a seguirvi?

In rete, sul nostro sito vignetienatura.net e sulla nostra pagina Facebook. Presso le aziende che aderiscono al progetto, seguendo gli eventi e gli appuntamenti in cui presentano non solo i loro prodotti, ma anche l’Oltrepò e le sue ricchezze.