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22/05/2013

Risparmio energetico: una questione di comportamento

RISPARMIO ENERGETICO: DIRETTIVE E MIGLIORAMENTI TECNOLOGICI NON MANCANO

Nel 2008 l’Unione Europea (UE) ha varato la direttiva “20-20-20” con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 20%, aumentare al 20% il consumo di energia rinnovabile e aumentare l’efficienza energetica del 20%, il tutto entro il 2020. Quando l’UE ha capito che questi target non si sarebbero potuti raggiungere, ha approvato una nuova direttiva (Energy Efficiency Directive, EED) per cercare di rimettersi in carreggiata e raggiungere gli obiettivi prefissati. 

Parallelamente, la tecnologia ha portato a un incredibile miglioramento delle prestazioni energetiche di ogni tipo di apparecchio; basti pensare alle lampadine LED, alle automobili ibride, ai nuovi elettrodomestici in classe A+++. Ciononostante, il consumo energetico netto casalingo è aumentato. Per esempio, mentre il consumo medio di carburante di un’automobile dal 1992 è diminuito del 15%, il consumo totale di carburante è aumentato del 30% (dato EU-27). O ancora, il consumo medio di un’abitazione britannica è raddoppiato dal 1970 a oggi, a dispetto di un miglioramento annuale medio dell’efficienza energetica degli elettrodomestici del 2% annuo.

 

MA IL RISPARMIO ENERGETICO DOV'É?

 

Questo succede per diversi motivi: ogni casa ospita più apparecchi rispetto a qualche anno fa, in genere più grandi. Il fatto che siano molto efficienti ci spinge a non prestare più attenzione a come li usiamo, e quindi tendiamo a usarli di più e non al massimo delle loro potenzialità. Risulta un quadro molto scoraggiante. Nonostante l’UE legiferi costantemente pro efficienza energetica e nonostante i miglioramenti tecnologici abbiano prodotto apparecchi sempre meno energivori, il consumo energetico casalingo è in costante aumento.

Solo oggi ci si sta rendendo conto che il vero problema è di natura comportamentale. Secondo un recente report diffuso della European Energy Agency intitolato Achieving energy efficiency through behaviour change: what does it take? il potenziale di efficienza energetica nascosto dietro il miglioramento comportamentale è dell’ordine del 5-20% a seconda di quale approccio viene usato.

Ne presentiamo tre:

 

  • Rendere il consumatore consapevole dei propri consumi

Il primo punto sul quale bisogna puntare è rendere il consumatore consapevole di quanta energia consuma attraverso l’uso degli ultimi ritrovati della domotica o di bollette che rendano chiaro il consumo energetico sia attuale che storico. Dare ai consumatori obiettivi di risparmio compatibili col loro stile di vita e le loro abitudini potrebbe contribuire a far risparmiare dal 5 al 15% di energia.

 

  • Iniziative a livello di comunità locale

Progetti che coinvolgono un’intera comunità hanno un potenziale di risparmio energetico duraturo nel tempo molto alto perché facilitano l’introduzione di norme sociali all’interno del gruppo che rendono il risparmio energetico desiderabile. In questi casi, è importante dare al gruppo un obiettivo condivisibile e fornire un modello di comportamento. Il potenziale di risparmio energetico può arrivare al 20%.

 

  • Combattere l’effetto rimbalzo

L’effetto rimbalzo è figlio di uno schema comportamentale che spinge le persone a consumare più energia come conseguenza del miglioramento dell’efficienza energetica dei propri apparecchi. Sentendosi bene per la propria scelta efficiente, il consumatore si sente in diritto di non fare più attenzione al suo comportamento. Un vero paradosso! Il tipico esempio è quello di chi compra un’auto ibrida per poi usarla per fare spostamenti che prima faceva a piedi. O di chi cambia tutte le lampadine con apparecchi LED e poi lascia la luce accesa. Combattere questo schema comportamentale potrebbe arrivare a far risparmiare fino al 30% di energia.

 

COMPORTAMENTI MIGLIORI, RISPARMIO ASSICURATO

Quello che si può dire, concludendo, è che anche le policy più ambiziose, le direttive più raffinate e gli apparecchi più efficienti non portano in automatico a un risparmio energetico. Per fortuna o purtroppo, la differenza la fa sempre il singolo attraverso i suoi comportamenti e la sua sensibilità. Futuri progetti e proposte legislative dovranno tenere conto di questo per fare in modo che gli obiettivi di risparmio energetico prefissati siano effettivamente realizzabili.