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24/10/2013

Turismo responsabile in Italia... con quel sapore in più

C’è un parallelismo che spesso viene fatto tra commercio equo e solidale e turismo responsabile, per affinità di nascita e per la simile evoluzione più recente.

Quando si dice “commercio equo” vengono in mente prodotti provenienti da Paesi lontani come caffè, the, cacao, zucchero e svariate spezie. Tutti prodotti che utilizziamo ogni giorno e che, se acquistati all’”equo e solidale”, portano un valore aggiunto e un sostegno reale alle piccole economie locali dall’altra parte del mondo che altrimenti verrebbero schiacciate dalle logiche della distribuzione di massa. Si tratta di una scelta di giustizia e dignità.

Il turismo responsabile nasce un po’ con gli stessi obiettivi. Chi fa turismo responsabile dice basta allo sfruttamento dei Paesi più poveri, dove le grandi multinazionali del turismo la fanno da padrone, con conseguenze ancora molto pericolose. Infatti, il turismo non ragionato in contesti fragili è ancora più pericoloso del semplice commercio perchè può avere impatti ambientali devastanti (si pensi alle grosse catene alberghiere e all’utilizzo indiscriminato della poca acqua a disposizione), impatti economici mortificanti (la “fuga del reddito” gestito dai grossi tour operator occidentali) e impatti culturali insospettabili (la banalizzazione delle culture tradizionali e la perdita di identità).

Cosa è accaduto poi? Ragionandoci bene, abbiamo bisogno di giustizia e dignità anche qui da noi. Ci sono tante piccole realtà locali, talvolta delle vere e proprie eccellenze che rischiamo di perdere. Ci sono tanti territori che rischiano di scomparire insieme alle comunità portatrici di cultura e valori tradizionali. Non solo, ci sono luoghi dove la società civile si è organizzata, ha dato vita a splendidi progetti e sta crescendo per migliorare il paese in cui vive. Progetti che varrebbe la pena di conoscere da vicino, perché è l’unico modo per comprendere davvero la località che si visita. Ecco quindi che sui banchi delle botteghe si trovano sempre più prodotti agricoli italiani, provenienti da terre libere dalla mafia, da cooperative sociali che si impegnano nell’inclusione di soggetti deboli, da produzioni artigianali e a sostegno della biodiversità.

Ecco che anche il turismo è cambiato: chi fa turismo responsabile in Italia vuole far conoscere il suo territorio davvero, coinvolge i progetti locali, valorizza le produzioni sostenibili, sostiene le piccole economie, le fa crescere e conoscere. Permette al turista di capire dove si sta muovendo, cosa gli sta accadendo intorno, come sta cambiando il territorio che attraversa. Con tutta la leggerezza di un weekend fuori porta, si intende. Ma che lascia qual sapore in più.