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10/03/2014

Un corridoio ecologico tra il Parco Alto Milanese e il Parco del Ticino

Connettere le aree naturali dell’alta pianura lombarda attraverso il mantenimento e il miglioramento di una vera e propria “autostrada naturale” che percorre da est a ovest il territorio a nord-ovest di Milano. È questo l’obiettivo del progetto “Un corridoio ecologico tra il Parco Alto Milanese e il Parco del Ticino” che nei prossimi due anni produrrà un approfondito studio di fattibilità che sarà la base per la realizzazione di azioni concrete volte alla creazione di questo importante ramo della rete ecologica lombarda.

Finanziato col contributo di Fondazione Cariplo e col patrocinio di WWF Italia, il progetto vede riuniti in partenariato il Parco Alto Milanese (capofila), due importanti università come quella di Pavia e di Milano Bicocca, oltre che l’ASL Milano 1, la Cooperativa Eliante e il Centro Flora Autoctona del Parco Monte Barro. 

Lo studio di fattibilità individuerà tutte quelle azioni necessarie per mantenere e migliorare il corridoio ecologico tra il Parco Alto Milanese e il Parco del Ticino, uno dei più importanti in Lombardia perché uno dei pochi che collega le aree naturali della Pianura Padana orientale con quelle occidentali. Questa “autostrada naturale” è sempre più minacciata dall’elevata e crescente urbanizzazione del territorio a nord di Milano che rischia di far scomparire la possibilità di mantenere l’ambiente e gli habitat tipici dell’alta Pianura Padana e di favorire l’invasione di specie dannose per uomini e animali come l’esotica Ambrosia artemisiifolia. 

Le specie autoctone e gli habitat che godranno di questo studio sono molte: dal cervo volante (un insetto minacciato dalla frammentazione dell’habitat e protetto a livello europeo), allo sparviere e la ghiandaia (uccelli suscettibili al degrado del territorio), al capriolo e il moscardino (mammiferi la cui mobilità è ridotta da infrastrutture spesso insormontabili).

Oltre ad attività dirette al miglioramento dei corridoi ecologici, il progetto metterà in campo una serie di azioni per valutare la fattibilità sociale ed economica dello studio attraverso incontri con la cittadinanza e le scuole.