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08/04/2014

Unione Europea e protezione della natura: un connubio vincente

Le elezioni europee si avvicinano e ci è venuta voglia di capire come l’Europa ci abbia aiutato a difendere l’ambiente in maniera più efficace di quanto avremmo potuto fare come singolo stato. Tutto è partito da due direttive fondamentali: la Direttiva Uccelli (79/409/CEE) e la Direttiva Habitat (92/43/CEE). La Direttiva Uccelli è stata la prima direttiva dell’Unione in materia di conservazione della natura e garantisce tutt’ora la protezione di circa 30 specie a rischio di estinzione e pone severe restizioni alla caccia. 

La Direttiva Habitat ha introdotto la rete Natura 2000, un insieme di circa 26.000 aree protette che conservano habitat naturali e seminaturali, flora e fauna selvatica degli stati membri. A oggi le rete Natura 2000 copre circa il 20% del territorio europeo e il 21% del territorio italiano e costituisce un’autentica fonte di ricchezza per il nostro continente. Uno studio diffuso dalla Commissione Europea l’anno scorso ha monetizzato i benefici che noi cittadini europei traiamo da Natura 2000 utilizzando l’approccio dei servizi ecosistemici. 

I risultati sono strabilianti. Natura 2000 garantisce ogni anno lo stoccaggio di 9,6 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 35 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, per un valore stimato compreso tra 600 e 1.130 miliardi di €. Inoltre, circa 4,4 milioni di posti di lavoro e 405 miliardi di € di fatturato annuo dipendono direttamente dal mantenimento di ecosistemi sani.

Per quanto concerne la prevenzione da calamità naturali, Natura 2000 è fondamentale per mitigarne gli effetti a costi inferiori rispetto a quelli che comporterebbero interventi dell’uomo. Nel sito di Kalkense Meersen in Belgio si stima che il recupero del paesaggio fluviale originario mediante il ripristino degli habitat delle zone umide e dell’estuario generi benefici in termini di mitigazione delle inondazioni per un valore compreso tra i 640.000 e il 1.650.000 € all’anno.

In termini di sicurezza alimentare è stato stimato che l’impollinazione a opera degli insetti in Europa valga all’incirca 14 miliardi di € all’anno. E buona parte di questo servizio fondamentale è fornito da aree che ricadono nella rete Natura 2000, visto che il 38% di queste aree è costituito da zone agricole.

Il turismo è un altro settore che beneficia di Natura 2000, visto che si stima che la spesa sostenuta dai visitatori dei siti Natura 2000 sia compresa tra 50 e 85 miliardi di € all’anno e che il numero di posti lavori creati nel settore sia compresa tra i 4,8 e gli 8 milioni.

Ultimo ma non meno importante è il servizio di depurazione delle acque che garantisce a grandi città europee come Monaco, Vienna, Oslo e Berlino di disporre costantemente di una riserva di acqua pulita. Grazie al trasferimento dei benefici si stima che i vantaggi economici annui della depurazione dell’acqua varino tra 7 e 16 milioni di € e che quelli relativi all’approvvigionamento sono compresi tra 12 e 91 milioni di € per ciascuna delle 4 città menzionate sopra.

In definitiva, sembra proprio che i soldi spesi dall’Europa per creare questa rete si siano ampiamente ripagati. Degli studi effettuati in Scozia, Francia e Finlandia hanno rivelato che l’investimento fatto in protezione di questi siti abbia ripagato la spesa di ben 7 volte. Senza Europa ce l’avremmo fatta?